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La millenaria storia della pizza.La pizza ha tremila anni di storia.Tutte le civiltà, si può dire, hanno conosciuto forme differenti di
focacce, schiacciate e simili che vedevano nell'impasto tra farina di
cereali di vario genere, acqua e i più svariati condimenti una fonte di
nutrimento fondamentale nella alimentazione umana. Nell'antico Egitto era usanza celebrare il genetliaco del Faraone consumando una schiacciata condita da erbe aromatiche, Erodoto tramanda diverse ricette babilonesi e nel VII sec. A.C. Archiloco, il poeta-soldato, in alcuni versi ci informa di avere nella sua “focaccia impastata”, l'alimento principale del soldato. La Grecia classica mostra quindi una vasta messe di esempi che ci riportano alla pizza, o almeno a una sua versione per così dire “archetipale”: schiacciate e focacce di vario genere si mostrano alimento diffuso e popolare in tutta l'antichità classica. Numerose sono le testimonianze di scrittori greci riguardanti diversi tipi di “pizza”, la cosiddetta “maza” in greco antico: testimonianze che ritroviamo puntualmente nel mondo latino e nella Roma antica dove tra le altre versioni lievitate e non di questa focaccia troviamo la “placenta” e l' “offa”, preparata con acqua e orzo, il cereale alla base dell'alimentazione dei popoli latini. La pizza, non volendo qui dar credito ad altre fantasiose ipotesi sulla sua origine, si presenta così come un alimento tipico delle culture che storicamente si sono affacciate sul bacino del Mediterraneo. E in una delle regine del Mar Mediterraneo, Napoli, essa troverà la sua patria e il punto di partenza di una diffusione che può ben dirsi planetaria. |
Tra gusto aristocratico (Re Ferdinando II di Borbone ben gradiva le pizze di 'Ntuono Testa) e ancor più convinto favore popolare la pizza si afferma come piatto quotidiano, pranzo e a cena del popolo napoletano. Per tutto l'800 i pizzaiuoli, ambulanti e non, continuano a rifornire i napoletani delle più diverse qualità di pizza, per tutte le tasche, e la pizza entra definitivamente nel folklore del popolo napoletano diventandone una icona. Testimoni e memorialisti dei costumi del popolo napoletano, ma anche scrittori e musicisti da Matilde Serao a Salvatore Di Giacomo a Libero Bovio e Raffaele Viviani, non mancano di registrare e celebrare la presenza di questo alimento nella vita del popolo. Matilde Serao, cronista attenta della vita della sua città, soleva fermarsi in carrozzella ai piedi della salita di S. Anna di Palazzo e ordinare (presso la Pizzeria Brandi) una pizza che avrebbe gustato poi, fredda, il mattino seguente. Dopo i Borboni anche i re d’Italia, i Savoia, mostrarono di gradire la pizza napoletana: non solo, ma lasciarono traccia di sé nella storia della pizza. L'Antica Pizzeria Brandi conserva ancora oggi un documento a firma “devotissimo Galli Camillo, capo dei servizi di tavola della real casa” del giugno 1889, nel quale si ringrazia S.G. Raffaele Esposito, dell’allora pizzeria “Pietro e Basta Così”, per le qualità di pizza, tra cui la celeberrima pomodoro e mozzarella, confezionate per Sua Maestà la Regina Margherita, che, come sottolinea il testo, vennero trovate buonissime. La pizza pomodoro e mozzarella fu allora battezzata “Pizza Margherita” dal pizzaiuolo Raffaele Esposito, il nome con cui ancor oggi questa pizza è universalmente conosciuta. Il principio del nuovo secolo vede la pizza pronta per la sua diffusione su scala nazionale e mondiale, ben al di là dei confini napoletani, che tutti conosciamo: nel corso del novecento, la pizza ha conquistato consensi dall'Europa all’America al Giappone, divenendo, e non sembri una esagerazione, patrimonio dell'intera umanità. |
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Ristorante Pizzeria Silvano - Via Cerutti, 64 -25017 - Lonato - (Brescia)
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